shymay

Ottobre 29, 2004

leggere, scrivere e la sindrome della pagina bianca

Archiviato in: real life — by shymay @ 10:26 am

è tempo di tesi. stamattina piove a dirotto. un pettirosso ha bussato al vetro della finestra. si dice che preannunci il freddo. il neon si riflette sul vetro della finestra. un tempo cosi’ mi fa ricordare le mattine di scuola alle elementari quando guardavo fuori mentre ascoltavo la maestra. c’e’ un libro molto triste che ricordo ancora, ma purtroppo e’ fuori catalogo. dovrei decidermi ad acquistarlo in inglese. quand’ero piccola leggevo molto, leggevo dovunque e non avevo problemi a scrivere un tema, anche se a volte risultava monotematico. non era colpa mia se il lunedi’ mattina il tema era invariabilmente "racconta la tua domenica". avrei dovuto inventare di sana pianta, ma non mi è mai venuto in mente. la sindrome della pagina bianca è cominciata alle superiori. delle due ore assegnate per il tema, i primi quindici, venti minuti trascorrevano con me che fissavo il foglio bianco mentre raccoglievo le idee e il prof che mi incalzava per farmi cominciare a scrivere, e me con tono piatto che rispondevo "sto pensando". al suono della campanella consegnavo insieme a tutti gli altri. gli insegnanti accampano delle strane scuse quando non sono soddisfatti di quello che i loro allevi scrivono. mia madre invariabilmente si sentiva dire sua figlia si meriterebbe un dieci se questo fosse un tema del primo anno, ma e’ in terza superiore e quindi si merita sei.a volte cinque. estrema vergogna venire accomunata a quelli che infarcivano i loro temi di errori sintattici. mai sentito dire una cosa simile dal supplente l’anno successivo, il mio prof si era preso un anno sabbatico, o dal prof del biennio. questa scusa ne sostituiva una più antica coniata dalla mia seconda maestra alle elementari. e’ troppo sintetica, diceva. dovrebbe infiorettare di piu’ il tema, dovrebbe descrivere di piu’. io ovviamente mi crucciavo perchè non sapevo come fare a superare questo problema gravissimo.

ho bisogno di silenzio per scrivere. da sempre. dovrei farmi stampare una maglietta con una scritta sulla schiena non parlatemi mentre scrivo, visto che i pensieri sono piu’ veloci della mia mano, sia che prenda appunti, sia che digiti al computer e basta poco perche’ spariscano. io sono sempre alla ricerca della parola perfetta, anzi della frase perfetta, che una volta sparita non torna piu’. e se torna non è mai cosi’ perfetta come la prima volta che l’ho pensata. è tempo di tesi e questi sono i miei grattacapi quotidiani.

Ottobre 26, 2004

zapping

Archiviato in: real life — by shymay @ 10:01 am

kabir bedi: ogni azione ha la sua reazione.

fantastico! :)

Ottobre 20, 2004

Busi e le letture

Archiviato in: libri — by shymay @ 4:08 pm

qui la tv e’ sempre accesa. il bla bla bla quasi mai pacato della fascia pomeridiana a volte richiama la mia attenzione. mi fermo a guardare, in genere in piedi e con un bicchiere d’acqua in mano. a volte mia madre dalla cucina urla “c’e’ Busi” e poi sciorina le sue raccomandazioni dicendomi “impara.senti come parla, dice delle cose importanti”. Busi il sabato pomeriggio tiene una rubrica all’ interno del programma amici. narra e declama alcuni romanzi coinvolgendo il pubblico. un paio di settimane fa rimasi davanti alla tv fino a fine trasmissione. Busi stava parlando di Pendennis di Thackeray. la figura della madre vampiro e’ un tema che mi affascina. tema trattato recentemente anche in nip/tuck nella sua declinazione moderna: la madre psichiatra che denigra la figlia, che scava e mette a nudo i suoi pensieri piu’ intimi e indicibili. stavo cercando l’elenco dei libri consigliati da Busi. ho trovato un estratto delle lezioni pomeridiane di Busi [testo completo] e ne ho trascritto una parte.

Aldo Busi scrive*:

“A cosa serve leggere? A fare il periplo dei propri limiti umani, morali e intellettuali e sentimentali ed emotivi in generale, e ad affrontarli di petto, sia per accettarli sia per porvi rimedio. Ogni libro che non vi susciti una crisi di coscienza – che è sempre una crisi estetica, la quale, andando a modificare la vostra percezione del bello e del brutto, va a modificare la vostra etica del giusto e dell’ingiusto – non valeva la pena di essere letto. O un libro è un bell’esercizio all’introspezione come apprendimento di sé e rimedio alla fuga dai problemi individuali e sociali, base di ogni corretta ed efficace espressione sul mondo, o non è niente; se si legge per ammazzare il tempo, è una fatica sprecata: tanto ci pensa già il tempo che fugge ad ammazzare noi.”

sono pienamente daccordo. una decina d’anni fa discussi con un mio amico di questo argomento. io sostenevo che i romanzi sono utili come strumento di riflessione su se’ e sugli altri. lui, invece, sosteneva che conta unicamente l’esperienza diretta, tutto il resto non conta. gli risposi che non si puo’ fare qualunque esperienza [se ho vent'anni non posso essere una vedova con uno spasimante che mi aspetta da una vita - gabriel garçia marquez l'amore ai tempi del colera] e inoltre vivere un esperienza, a volte, non ti permette il distacco neccessario per riflettere ed agire nel modo migliore mentre vivi l’esperienza stessa.

*[l’Autore autorizza la pubblicazione del brano su riviste o quotidiani con la menzione “per gentile concessione dell’Autore e del sito ‘Amici di Maria de Filippi’”]

Pendennis di Thackeray in lingua originale su project gutenberg.

Ottobre 13, 2004

post fortunato

Archiviato in: net life — by shymay @ 7:42 pm

ringrazio il sig sirtolly di aver utilizzato le idee di un mio post e un’immagine [che sta nel mio sito] per scrivere un post nel suo blog.

ecco il testo:

L’ influenza ^.^

Dopo attenti studi, ho scoperto quale creatura insidia una persona che va a letto con i capelli bagnati: questo essere, e’ la causa dell’ influenza, e anche se tiene il faccino carino carino….ti posso assicurare che non e’ che sia poi tanto……..friendly!!!!

noto con rammarico che purtroppo si e’ dimenticato di menzionarmi.

ho chiesto spiegazioni scrivendo nei commenti del post e mi ha detto:

alle 18:42 del 13 ottobre, 2004

Shymay…..l ho fatto rispondendo alle 500 mail di richiesta info!!!! ^_^

sirtolly

alle 17:46 del 13 ottobre, 2004

l’ ha trovato qui:

http://www.shymay.splinder.com/1097149667#3097643

avresti anche potuto citare la fonte, no? :)

shymay

Ottobre 11, 2004

Formalized music, ovvero sono una snob?

Archiviato in: musica — by shymay @ 12:04 pm

ieri su other-voices rick deckard ha scritto un post sulla critica musicale:

The quantity of intelligence carried by the sounds must be the true criterion of the validity of a particular music.

(Iannis Xenakis, Formalized Music)

sono daccordo se significa che la musica e’ stata pensata e scritta da qualcuno che ama la musica e si mette a tavolino spremendosi le meningi per scrivere qualcosa. non ha importanza se costui sia alle prime armi o no. importa che voglia scrivere perche’ ha qualcosa da dire, non perche’ la motivazione principale sia esclusivamente di tipo economico. [quando la musica diventa un lavoro come un altro. dov'e' finita l'arte?]

odio quelli che fanno copia e incolla con la musica. non sto parlando di plagio ma dei vari rapper che prendono delle canzoni famose e ci cantano-parlano sopra la loro base [hanno storpiato piu' di qualche canzone dei cure...]. non mi piacciono nemmeno molte delle canzoni che passano in discoteca. sto parlando di un sacco di paccottaglia che si riversa anche nelle radio in heavy-rotation e che riempie gli scaffali di compilation. per me quella non e’ musica! e’ solo un loop che chiunque potrebbe fare con un pc. [quando la musica diventa un lavoro come un altro. dov'e' finita l'arte?]

vogliamo parlare dei testi?

al primo ascolto io non presto attenzione ai testi, anche se sono in italiano. per assurdo direi che secondo me le canzoni potrebbero essere strumentali. ovviamente non e’ cosi’.

salto a pie’ pari, ovvero non metto al rogo (come avrei fatto un tempo) i testi banali di amori infelici e amicizie tradite [quelli in cui la parola cuore fa rima con amore] solo perche’ rispetto chi ama e si identifica in questi testi. e’ una sorta di vivi e lascia vivere.

al rogo quei testi che sono cosi’ banali e senza significato da farti dubitare di aver sentito proprio quelle parole. sarebbe troppo facile e troppo stupido fare nomi. ad ognuno la propria shame-list: accendete la radio o guardate la tv ;)

Ottobre 7, 2004

autunno: arriva l’influenza…..

Archiviato in: net life — by shymay @ 1:47 pm

ma sottoforma di peluche:

questo e’ il virus dell’influenza

per gli amanti dei libri c’e’ il tarlo dei libri

ma questi pelouche sono in buona compagnia: su giantmicrobes.com [da cui sono state tratte le immagini], ci sono anche i pelouche del mal di stomaco, del mal di gola, della mononucleosi, dell’ebola e molti altri….

pur trovando divertenti solo alcuni di questi: i peluche della serie health e quelli della serie critters, invece trovo che sia una pessima idea mettere in commercio quello dell’hiv.

Ottobre 5, 2004

trendy vs. alternativi: entrambi modaioli?

Archiviato in: real life — by shymay @ 1:39 pm

ieri visitando il sito di ombretta ho lasciato un mio commento in un post che definiva i ragazzi trendy come ragazzi dai 13 ai 23 anni che si vestono con kefia, jeans, magliette improbabili, portano i dreadlock e le tracolle verdi militari, e frequentano i centri sociali.

questo il mio commento:

“dalle mie parti trendy e’ associato ai modaioli, a gente che si veste fashion, quelli che trovi in discoteca e a bere l’aperitivo in centro. quelli che descrivi tu qui sono sempre stati definiti alternativi.”

questa la sua risposta:

“Anche qui sono definiti alternativi, infatti il nomignolo “trendy” l’ho inventato io, per definire che spesso appaiono più modaioli dei modaioli.”

trendy e alternativi sono entrambi interessati a quello che indossano. l’unica differenza e’ che mentre i trendy lo dichiarano spudoratamente, gli alternativi negano con convinzione. un ragazzo che conoscevo era orgoglioso di portare vestiti che dicessero al mondo “io sono alternativo!”. criticava tutti quelli che erano diversi da lui sentendosi superiore. gli feci notare che era un finto alternativo: aveva indosso una “divisa” esattamente come tutti gli altri, cambiava solo il colore. gli dissi che se voleva essere veramente alternativo avrebbe dovuto mettersi vestiti normali, ma tenersi le sue idee. questo succedeva parecchi anni fa. era il 1997. generazioni piu’ recenti di alternativi spendono quasi le stesse cifre degli altri per alcuni capi di abbigliamento. una mia amica [teenager alternativa] li mischiava a cose vecchissime e a cose acqustate nei mercatini. mi sembra che la distanza tra trendy e alternativi sia sempre piu’ labile: basti pensare alla pubblicita’ del tizio che entra in lavanderia coi jeans in mano e la ragazza gli dice “vuoi che te li sistemi?”

Ottobre 2, 2004

stamattina…

Archiviato in: net life — by shymay @ 2:02 pm

….ho buttato e sostituito un post che non mi piaceva piu’, ho modificato un template, ho leggiucchiato qui e la’.

Ottobre 1, 2004

gli ultimi libri che ho preso in prestito in biblioteca

Archiviato in: libri — by shymay @ 1:53 pm

ho da tempo rinunciato ad andare in biblioteca per cercare un libro preciso visto che in genere non lo trovo. a volte prendo in prestito libri che non conosco, altre volte ho in mente autori che ho sentito nominare, ad esempio patrick mcgrath e alain de botton.

sono tornata a casa con:

alain de botton l’importanza di essere amati.

invece avevo sentito parlar bene di follia di patrick mcgrath. non l’ho trovato e ho optato per Port Mungo.

se mi piace come scrive probabilmente comprero’ follia.

pero’… e’ un peccato che la bibliotecaria decida di comprare solo le novita’.

cosi’ di nick hornby hanno “come diventare buoni” e non “alta fedelta’” o “about a boy”. di raymond carver hanno “di che cosa parliamo quando parliamo d’amore” e non “cattedrale” o “mestiere di scrivere”.

meno male che c’e’ il videoregistratore

Archiviato in: film e tv — by shymay @ 1:27 pm

in questi ultimo dieci giorni sono passati in tv angels in america, il postino suona sempre due volte, un tram che si chiama desiderio.

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