shymay

Febbraio 20, 2006

ginger casablunotte – capitolo primo

Archiviato in: miei racconti — by shymay @ 11:20 am

ne parlavo tempo fa. ecco il capitolo che avevo scritto un mese fa. prima però è meglio leggere l’ introduzione.

Bang.
Vidi il mio corpo accasciarsi di lato e scivolare sul pavimento. Venni preso e buttato in un sacco. Fine della storia, ovvero fine della mia storia. Non vi interessa sapere se il mio corpo venne bruciato, sotterrato o buttato nel fiume, è solo un dettaglio, succulento per chi si inebetisce davanti alla tv con gli spara-crepa-spara o per le beghine di paese, che sussurrano innorridite i pettegolezzi del giorno e passano di crocchio in crocchio, di negozio in negozio, a raccattare altri dettagli. E’ meglio venir ricordati come scomparsi, piuttosto che come morti. Meglio ore e ore di palinsesto televisivo occupato dalla mia faccia, piuttosto che due righe nel giornale locale e cinque mìnuti di servizio al telegiornale in cui un giornalista locale caciarone e quanto mai imbarazzante mi ricorda con un paio di frasi di circostanza, uguali per tutti peraltro, mentre mi si vede gesticolare in un paio di talk show, ovviamente muti. Invece che si metta mano agli archivi per tirare fuori anche il mio starnuto, si buttino senza esitazione i palinsesti stantii e li si rimpiazzi con la mia faccia e il mio verbo cosicchè vengano indottrinate le masse. Che continui questo tam tam mediatico cosicchè  le tv nazionali si interessino a me, che si parli pure di me, che si scriva di me, che mi si cerchi, che mi si pubblichi, che mi si dedichi una via, una piazza o almeno un monumento.

il mio alterego sotto la doccia stava già pregustando il momento in cui se ne sarebbe andato in giro a fare le mie veci. In quanto mio assistente, chi meglio di lui avrebbe potuto, anche perchè in parte il mio lavoro era in mano sua, la manovalanza serve anche a questo. So esattamente quali saranno le sue mosse, anche perchè me le aveva sciorinate nel dettaglio prima di spararmi, ma sono morto con un ghigno di soddisfazione perchè lui, il povero inetto, ha calcolato male i tempi. Non sa che nel mentre tenterà di ingraziarsi il pubblico inneggiando alla mia memoria, per poi sostituire il suo pensiero al mio -  crede lui – che tanto il pubblico accetta qualunque corbelleria dal pupazzo di turno, basta che scodinzoli e faccia le capriole, -  crede lui -, egli non sa che gli sciacalli del palinsesto gli affiancheranno, o meglio gli contrapporranno qualcuno completamente nuovo, dalla biografia che commuove le beghine e fa applaudire gli snob piccoloborghesi, cosicchè la mia e la sua visione delle cose saranno svendute un tanto al chilo. La sua si, la mia no; io sono morto e ai Morti come me non tocca questa sorte. A lui toccheranno le briciole, e poi la pubblica gogna, perchè la mia non ha limite. Ho lanciato delle precise accuse nei confronti della sua persona. Se la mia vedova è quella che credo, non tarderà a scoprire il documento scritto di mio pugno in cui accuso quel miserevole del mio assistente. E per me sarà gloria ancora più grande, e per lui sarà pubblico discredito e umiliazione.

Febbraio 15, 2006

what is in my bag

Archiviato in: net life, real life — by shymay @ 10:17 am

superqueen tempo fa mi ha proposto di partecipare ad what is in my bag, ovvero tutto quello che le borse delle donne contengono (con tanto di fotografie)
ed ho accettato volentieri.

sono lusingata di quello che ha scritto di me e la ringrazio.

adesso non potrò più dire ad un mio amico non ho niente nella borsa, le solite cose ;)

Febbraio 13, 2006

una barca nel bosco

Archiviato in: libri — by shymay @ 4:25 pm

non ci ho messo molto tempo a finire una barca nel bosco; l’ avevo cominciato venerdì e oggi, che siamo lunedì, l’ ho finito. il tempo di un weekend. forse il racconto mi resterà in testa per più tempo, ma  sarà appunto il tempo a dirlo. gli elementi ci sono tutti, in primis uno stralunato gaspare che poco a poco sfonda muri e pareti per far posto agli alberi nel suo appartamento, che poi diventerà un intero palazzo con l’ aiuto dell’ amico furio, ingegnere laureato a berkley, andato a studiare all’ estero come quasi tutti i compagni di liceo di gaspare. il romanzo purtroppo (e qui secondo me sta il suo limite) vuole essere a tutti i costi una critica della società moderna, in particolare di quella italiana e del suo sistema scolastico inutile e assolutamente inadeguato, la quale non offre opportunità come all’ estero – furio riesce ad aprire la sua fabbrica di pelucchi in francia -  e procede per conoscenze e clientelismi invece che per merito. i personaggi poi, o vivono tra le nuvole (l’ extraterreste, l’ avulso furio) e hanno sogni poco realizzabili, o sono così terra terra da pensare unicamente alle cose materiali e a quelle necessarie per vivere: ognuno può rappresentare i personaggi come vuole, ma secondo me sono troppo idealisti e troppo materialisti per essere veri. ciò si sposa bene con la piega che prende la seconda parte del romanzo, ma non con la descrizione minuziosa dei gruppetti scolastici che permea la prima parte.  se la mastrocola non fosse scesa nei dettagli il libro sarebbe stato migliore: non è il massimo aspirare a trattare tempi universali e perdersi nella descrizione dei gruppetti (vengono nominate perfino un paio di marche di abbigliamento!), o nominare i suv dei genitori (la parola fuoristrada non andava bene?) o rifugiarsi in un aspra critica alla riforma moratti che si porta via quasi tutte le pagine in cui si sa che gaspare non è più alle superiori e non si è ancora laureato. diciamo che poteva essere più generosa con l’ università:  è più di un limbo, e secondo me è più formativa delle superiori. dall’ arrivo di corinne in poi ci sono dei buchi temporali che non permettono più di ricostruire con precisione in che anno ci si trovi, e questo è un pregio se non si vuole fossilizzare il libro in un discorso che può andare bene quest’ anno ma l’ anno prossimo essere a livello di carta da macero (da che sono al mondo a scuola si sente dire che gli studenti vanno via via peggiorando e che la scuola non è più dura come una volta, che quelli si che erano bei tempi e via discorendo….). ci sono altre sviste da principiante, alcune delle quali si possono perdonare, come farci sapere in poche righe e a posteriori che fine hanno fatto la madre e la zia di gaspare (è come se la dedizione di gaspare per le piante si fosse mangiata tutto il resto della sua vita e del mondo circostante), e altre che non si possono perdonare, come ad esempio la fine brusca del romanzo intrisa di luoghi comuni: dico, aveva fretta di concludere? poteva evitare di propinarci certe banalità, soprattutto visto che ha criticato il piattume della società moderna. avrei altre rimostranze da fare sugli ultimi capitoli, ma non vorrei rovinare il finale a chi -nonostante tutto- desideri leggerlo.

Febbraio 11, 2006

reload (percorsi di lettura)

Archiviato in: libri, net life — by shymay @ 9:42 pm

ho aggiornato e rinnovato il blog (a più voci) percorsi di lettura.

percorsi di lettura nasce con l’ idea di poter aggregare a piacere più libri, tramite una lista con un titolo che li accomuna. un libro può trovarsi in liste diverse. vogliamo offrire più di una risposta alla domanda "ho letto il libro x, cosa leggo dopo?"

chi vuole iscriversi per postare mi faccia un fischio ;)

istruzioni per scrivere ed usare percorsi di lettura

lezione di tedesco

Archiviato in: libri — by shymay @ 8:47 pm

ecco i riferimenti al romanzo di cui parlavo giorni fa.

lezione di tedesco @ neri pozza
lezione di tedesco@internet book shop

Febbraio 10, 2006

sto a pagina 64 e promette bene

Archiviato in: libri — by shymay @ 9:58 pm

una barca nel bosco è uno di quei romanzi che già dalla prima pagina fanno pensare a tutti i romanzi e pagine di antologia che uno si è letto nei giorni di scuola. quella scuola che sa di compensato, metallo, detersivo, polvere, caffè e merendine in corridoio. quella in cui in dieci minuti di ricreazione si scatena l’ inferno. pare venir giù l’ edificio mentre tutti si riversano in corridoio e pochi restano in classe a mangiare e ad aspettare che suoni la campanella. se va bene. se va male trovi quello disposto ad accantonare le sue attività ed i suoi intrallazzi per intrattenersi con te. ovviamente a tue spese.
può un romanzo riportarti indietro al tempo in cui bastava un vestito sbagliato e un pò di timidezza a farti sentire un alieno? può.
il protagonista, gaspare torriero – già il nome è uno di quelli che neanche nei romanzi si sente più – arriva da una piccola isola in una grande città del nord. torino, che è la città industriale per eccellenza nei romanzi, quella di marcovaldo di calvino.
ci si accorge immediatamente che questo libro è uno di quelli che non capitano troppo spesso tra le mani, purtroppo. no, dico si può già avere voglia di consigliarlo ad una classe intera di ragazzini dopo aver letto pagina uno?
difatti ero così entusiasta del libro che ho cominciato a scrivere in bagno, col portatile sulle ginocchia, visto che le frasi uscivano da sole già mentre facevo le scale: è che se non scrivo di getto poi ci metto un ora e un quarto a scrivere il post invece che un quarto d’ora…
stasera niente tv, mi metto a leggere ….

sette canzoni

Archiviato in: musica, net life — by shymay @ 11:57 am

superqueen mi propone questo:

Fate una lista di sette canzoni che al momento vi piacciono particolarmente, non importa il genere nè niente, devono solo essere canzoni che davvero vi piacciono. Postate poi il tutto assieme alle istruzioni nel vostro blog e indicate altre sette persone per scoprire che cosa ascoltano al momento.


ecco cosa ha sputato fuori il mio ipod stamattina.
ovviamente su queste non ho cambiato canzone (ogni tanto ha dei pessimi gusti di prima mattina …)

finley quale & william orbit . dice
the cure . a forest (greatest hits – acoustic version)
placebo . passive aggressive
joy division . love will tear us apart (permanent mix)
beatles . while my guitar gently weeps
aimee mann . save me (magnolia ost)
soft cell . bedsitter

(sette persone sono troppe)
ecco i fortunati ;)    :

davidth
ivan (logan time)
rickdeckard
sirtolly
railster

css/1

Archiviato in: tutorial tecnici, webdesign — by shymay @ 11:17 am

brainjar.com propone un tutorial per imparare ad usare i css

cssbasics.com anche, ma sottoforma di dizionario: utile per chi i css li conosce già e ha bisogno di una veloce consultazione

foto/1

Archiviato in: webdesign — by shymay @ 11:06 am

foto usabili liberamente su stockvault.net

accostamento dei colori

Archiviato in: utilities tecniche, webdesign — by shymay @ 10:37 am

che combinazioni di colori posso usare?

percezione del colore e leggibilità dei testi su video

colorfilter.wickline.org: permette di testare le pagine web per i disturbi della vista (diminuzione dell’acuità visiva, anomalie nel campo visivo, fotofobia e daltonismo)

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