ne parlavo tempo fa. ecco il capitolo che avevo scritto un mese fa. prima però è meglio leggere l’ introduzione.
Bang.
Vidi il mio corpo accasciarsi di lato e scivolare sul pavimento. Venni preso e buttato in un sacco. Fine della storia, ovvero fine della mia storia. Non vi interessa sapere se il mio corpo venne bruciato, sotterrato o buttato nel fiume, è solo un dettaglio, succulento per chi si inebetisce davanti alla tv con gli spara-crepa-spara o per le beghine di paese, che sussurrano innorridite i pettegolezzi del giorno e passano di crocchio in crocchio, di negozio in negozio, a raccattare altri dettagli. E’ meglio venir ricordati come scomparsi, piuttosto che come morti. Meglio ore e ore di palinsesto televisivo occupato dalla mia faccia, piuttosto che due righe nel giornale locale e cinque mìnuti di servizio al telegiornale in cui un giornalista locale caciarone e quanto mai imbarazzante mi ricorda con un paio di frasi di circostanza, uguali per tutti peraltro, mentre mi si vede gesticolare in un paio di talk show, ovviamente muti. Invece che si metta mano agli archivi per tirare fuori anche il mio starnuto, si buttino senza esitazione i palinsesti stantii e li si rimpiazzi con la mia faccia e il mio verbo cosicchè vengano indottrinate le masse. Che continui questo tam tam mediatico cosicchè le tv nazionali si interessino a me, che si parli pure di me, che si scriva di me, che mi si cerchi, che mi si pubblichi, che mi si dedichi una via, una piazza o almeno un monumento.
il mio alterego sotto la doccia stava già pregustando il momento in cui se ne sarebbe andato in giro a fare le mie veci. In quanto mio assistente, chi meglio di lui avrebbe potuto, anche perchè in parte il mio lavoro era in mano sua, la manovalanza serve anche a questo. So esattamente quali saranno le sue mosse, anche perchè me le aveva sciorinate nel dettaglio prima di spararmi, ma sono morto con un ghigno di soddisfazione perchè lui, il povero inetto, ha calcolato male i tempi. Non sa che nel mentre tenterà di ingraziarsi il pubblico inneggiando alla mia memoria, per poi sostituire il suo pensiero al mio - crede lui – che tanto il pubblico accetta qualunque corbelleria dal pupazzo di turno, basta che scodinzoli e faccia le capriole, - crede lui -, egli non sa che gli sciacalli del palinsesto gli affiancheranno, o meglio gli contrapporranno qualcuno completamente nuovo, dalla biografia che commuove le beghine e fa applaudire gli snob piccoloborghesi, cosicchè la mia e la sua visione delle cose saranno svendute un tanto al chilo. La sua si, la mia no; io sono morto e ai Morti come me non tocca questa sorte. A lui toccheranno le briciole, e poi la pubblica gogna, perchè la mia non ha limite. Ho lanciato delle precise accuse nei confronti della sua persona. Se la mia vedova è quella che credo, non tarderà a scoprire il documento scritto di mio pugno in cui accuso quel miserevole del mio assistente. E per me sarà gloria ancora più grande, e per lui sarà pubblico discredito e umiliazione.