titoli e descrizioni dei libri in uscita nei prossimi mesi (fonti: wuz, ibs, larivistadeilibri)
Joseph O’Connor, Il lungo viaggio di Eliza Duane, Guanda, pp. 350, €16,50
Stati Uniti del Sud, 1865: la Guerra civile, con i suoi orrori, sta per finire. Diciotto anni dopo lo sbarco della Stella del Mare al porto di New York, la figlia di due dei suoi passeggeri emigranti, Eliza Duane Mooney, attraversa le strade di un paese devastato, alla ricerca di suo fratello, un ragazzino che non vede da oltre quattro anni, uno dei tanti che la guerra ha inghiottito e fatto scomparire. E, mentre la ricerca di Eliza diventa anche il racconto delle figure che incrociano la sua strada (soldati, poeti e rivoluzionari), il cui destino è solo in apparenza slegato da quello degli altri, la misteriosa sorte toccata a quel ragazzo si rivelerà sorprendente e del tutto eccezionale.
Vladimir Nabokov, Una bellezza russa e altri racconti, Adelphi, pag. 832, 35 euro
Nabokov non fu solo l’autore di romanzi fra i più noti del Novecento, dal “Dono” a “Lolita”, ma anche un magistrale creatore di racconti. Di tale versante della sua attività, ancora in gran parte da scoprire, questa vasta silloge, che integra idealmente “La veneziana”, offre un panorama completo, giacché raduna in una sequenza rigorosamente cronologica i testi che Nabokov scrisse fra il 1921 e il 1940 e ordinò poi in quattro celebri raccolte: “La dozzina di Nabokov” (1958), “Una bellezza russa” (1973), “La distruzione dei tiranni” (1975) e “Dettagli di un tramonto” (1976).
Irène Némirovsky, Come le mosche d’autunno, Adelphi, pag. 112, 9 euro.
È lei, Tat’jana Ivanovna, la vecchia nutrice, a preparare i bagagli di Jurij e di Kirill, i ragazzi che partono per la guerra; ed è lei a tracciare il segno della croce sopra la slitta che li porterà via nella notte gelata. Sarà ancora lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia dovrà, come tanti, rifugiarsi a Odessa e ad accogliere Jurij quando tornerà, sfinito, braccato. Né si perderà d’animo, la vecchia nutrice, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell’orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio che hanno preso in affitto Tat’jana vede i Karin girare in tondo, dalla mattina alla sera, come fanno le mosche in autunno. Lei, che è stata testimone del loro splendore, che li ha visti crescere, che li ha curati e amati per due generazioni con fedeltà inesausta, li vedrà adesso vendere le posate, i pizzi, perfino le icone che hanno portato con sé. Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat’jana Ivanovna, ricorda: così una notte, quella della vigilia di Natale, mentre tutti sono fuori a festeggiare, si avvia da sola, avvolta nel suo scialle, verso la Senna.
McEwan Ian, Chesil beach, Einaudi, 150 p., € 14,00
In Inghilterra, secondo Philip Larkin, “i rapporti sessuali incominciarono nel millenovecentosessantatre”, “tra la fine del bando a “Lady Chatterley” e il primo ellepi dei Beatles”. La giovane coppia protagonista del nuovo romanzo di lan McEwan patisce invece gli ultimi fuochi di un clima diffuso di repressione sessuale. La prima notte di nozze, e prima esperienza sessuale per entrambi, scocca infatti alla vigilia di quell’”annus mirabilis”. Tutto avviene in appena due ore, in un antiquato hotel vicino alla celebre spiaggia di ciottoli di Chesil Beach. I due sposi stanno cenando in camera, ma già pensano a quello che accadrà più tardi. Edward è un ragazzo di provincia laureato in storia, indeciso se continuare la carriera accademica o lavorare nell’azienda del padre della sposa. Finalmente farà l’amore con Florence: è piuttosto nervoso e sa, per sentito dire, che deve cercare di controllarsi per non concludere troppo in fretta. Florence prova una profonda repulsione per il sesso, un misto di opprimente solitudine e vergogna; ma è ben attenta a mantenere le apparenze di un matrimonio felice e perfetto, ansiosa di non deludere Edward. Ma quello che succederà di lì a poco segnerà per sempre il destino di entrambi…
Cristina De Stefano, Americane avventurose, Adelphi, pag.170, 16 euro
Venti ritratti di altrettante donne che hanno segnato il secolo americano: venti “americane avventurose” che, anche nel dolore che attraversano, e nelle battaglie che devono combattere, anche nei momenti più oscuri delle loro esistenze, mantengono uno stile che ha la grazia della leggerezza e una certa affascinante insolenza nel dichiararsi. Cristina De Stefano ricostruisce le loro vite turbolente: grazie a lei il lettore scopre l’attrice nera Dorothy Dandridge e la poetessa Hilda Doolittle, primo amore di Ezra Pound; la leader del movimento per il controllo delle nascite Margaret Sanger e Dorothy Parker; Slim Keith, che inventò un certo tipo di eleganza, e Lee Miller, che fu modella e poi fotografa; e ancora Amelia Earhart, donna pilota, incarnazione perfetta dell’eroina americana, e Anne Sexton, poetessa, e Kay Swift, musa e collaboratrice di George Gershwin; infine, Mae West.
Edgarda Ferri, Rodolfo II. Un imperatore nella Praga dell’arte, della scienza e dell’alchimia, Mondadori, pp. 248, €18,00
Eccentrico, testardo, imprevedibile, ma anche pacifico, tollerante, generoso, l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo è senza dubbio il sovrano più enigmatico del Rinascimento europeo. Figlio di Massimiliano II e di Maria di Spagna, bisnipote di Giovanna la Pazza (da cui la fama di folle), fu incoronato a vent’anni re di Ungheria e a ventitré di Boemia, e l’anno successivo divenne imperatore del Sacro Romano Impero. Il primo atto significativo del suo impero fu quello di trasferire la capitale da Vienna a Praga, dove trasformò il castello di Hradschin in un vero museo, frequentato dai più celebri pittori, scultori e miniaturisti del suo tempo, ma anche in un laboratorio di alchimia e in un osservatorio di astronomia. Dotato di intelligenza acuta e tuttavia insofferente dei compiti di governo, appassionato soltanto di arte, scienze occulte, equitazione e caccia, si unì segretamente a una donna che gli diede sei figli di cui ben poco si occupò. Sospettato di eresia dal papa, odiato dal fratello Mattia che aspirava al trono, morì nel 1612 in seguito all’aggravarsi della sua malattia mentale, abbandonato da tutti, relegato in un palazzo che non era più la sua reggia, circondato soltanto dalle meraviglie che aveva collezionato nella sua intera esistenza.
Baltrusaitis Jurgis, Lo specchio. Rivelazioni, inganni e science-fiction, Adelphi, 327 pag., € 55,00
Scienza dello specchio, la catottrica non è soltanto una scienza delle riproduzioni esatte della realtà, è anche scienza di un surrealismo visionario. Fin dalla Antichità, a queste dimostrazioni ottiche furono consacrati apparecchi speciali e musei interi. Spettacoli fantastici, metamorfosi dell’uomo, fantasmi, racconti e favole nascono intorno a queste macchine e alle proposizioni di Euclide che ne regolano il funzionamento. Gli specchi si rivelano ovunque: la luna, il sole, la nuvola, l’aria stessa diventano un gabinetto di specchi cosmico.. Concentrata, moltiplicata, l’immagine del sole accende il fuoco: da Archimede a Buffon e da Buffon ai forni solari di oggi, lo specchio ustorio si sviluppa continuamente fino a raggiungere risultati imprevedibili e clamorosi. Nel Medioevo lo strumento oracolare mitologico è abitato dal demonio. Il Rinascimento e, poi, i tempi moderni si ricollegano a questa duplice tradizione, antica e medioevale. Filosofi, eruditi e poeti hanno scrutato, affascinati, l’iridescente superficie levigata. Questa opera presenta lo specchio, oggetto della scienza esatta e luogo di elezione di ogni fantasia, nei suoi aspetti morfologici e nei suoi sviluppi molteplici, ma è anche una antologia di testi rari che, come i pezzi di un puzzle, a poco a poco si incastrano a comporre un vasto panorama poetico e scientifico.
Ferguson Will, Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone, Feltrinelli, 368 p., € 18,00
Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un pò la lingua. Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all’ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti. Interessanti le analisi sui modi di interagire dei giapponesi e sul loro culto per i rapporti gerarchici.
Gardner Howard, Cinque chiavi per il futuro, Feltrinelli, 184 p., 18 euro
Le persone stanno vivendo anni di grandi cambiamenti: l’accelerazione della globalizzazione, la crescente mole di informazioni, l’esplosione delle potenzialità della scienza e della tecnica. Questi cambiamenti richiedono nuove forme di apprendimento e nuovi modi di pensare: nella scuola, nel lavoro e nella vita pubblica. In questo libro, Howard Gardner spiega quali abilità cognitive premieranno negli anni a venire. Chi avrà scommesso su queste abilità, potrà affrontare il futuro, qualunque esso sia. Quanti ne saranno privi, si troveranno in balia di forze che non saranno in grado di comprendere. Cinque le chiavi per aprire il futuro: la padronanza delle maggiori teorie e interpretazioni del mondo (comprese scienza, matematica, storia); la capacità di integrare idee e conoscenze di diverse aree disciplinari in un insieme coerente; la capacità di affrontare la soluzione di problemi nuovi; la consapevolezza delle differenze tra uomini e culture diverse; la consapevole accettazione della propria responsabilità personale e generale.
Norbu Khyentse, Sei sicuro di non essere buddhista?, Feltrinelli, 144 p., € 13,00
II punto di partenza di questo piccolo libro sta nella messa a fuoco di cosa fa di una persona un non buddhista, sottintendendo che chiunque può scoprirsi ed essere buddhista, al di là di ogni rito o tradizione, gusto o carattere. I quattro principi fondamentali che un buddista deve condividere e da cui discende tutto l’essere buddhista sono i quattro “sigilli” della verità, ossia: 1. Tutte le cose composte sono transitorie; 2. Tutte le emozioni sono dolore; 3. Tutte le cose non hanno intrinseca esistenza; 4. Il Nirvana sta al di là dei concetti. Per essere buddhisti “praticanti” basta accettare e praticare le quattro verità da cui deriva tutto il resto, ovvero astenersi dal nuocere al prossimo e cercare di aiutare gli altri il più possibile (se non si praticano le verità è come essere un malato che legge l’etichetta della medicina senza prenderla). Il messaggio buddhista (del karma, della purificazione, della non violenza, della rinuncia come forma di ricchezza, della saggezza, della pratica dell’armonia) è portatore di pace proprio perché i buddhisti non hanno la missione di convertire il mondo e nessun buddhista è autorizzato a commettere violenza in nome del buddhismo.
Giuliani Diego; Ramacci Sabrina, Hollywood criminale, Newton & Compton, 352 p., € 14,90
Hollywood non è soltanto la capitale del cinema ma, per qualche strana ragione, anche il luogo che personaggi infidi e perversi hanno scelto come loro domicilio ideale. E poiché nessun’altra città è ambigua come questo scintillante quartiere di Los Angeles, la cronaca che coinvolge le stelle del grande schermo è un susseguirsi di morti e di eventi misteriosi. Furono davvero i barbiturici a uccidere Marilyn Monroe nella sua villa a Brentwood? E cosa accadde esattamente a casa di Lana Tumer quel maledetto 4 aprile del 1958, il giorno della morte del boss Johnny Stompanato? Il mistero rimane e quando non c’è restano le acque torbide. Le stesse in cui sguazzavano pericolosamente la “Dalia Nera” Elizabeth Short o il primo Superman televisivo, George Reeves, entrambi scomparsi in circostanze sospette nel 1947 e nel 1959. Pagine e pagine di rapporti di polizia, rotocalchi e reportage che, insieme alle testimonianze di film, letteratura e diretti protagonisti, mettono a nudo l’altra faccia del cinema.
Kynges James, Frullati dalla Cina, Newton & Compton, 304 p., € 9,90
“Frullati dalla Cina” racconta dall’interno la storia di un paese emergente ma ancora per molti versi misterioso. Il libro descrive come il crescente appetito di merci e di servizi della grande nazione asiatica stia cambiando, fin da ora, gli assetti economici e sociali del pianeta moderno. Sebbene la Cina sia già una forza capace di incidere profondamente sugli equilibri internazionali, l’impatto del “Regno di Mezzo” non si è ancora manifestato appieno. Nei prossimi anni il fabbisogno della Cina di materie prime ed energia si rivelerà in tutta la sua potenza, ridisegnando gli attuali assetti geopolitici mentre il flusso di prodotti, turisti e studenti cinesi eserciterà un’influenza culturale difficile anche da immaginare. Il libro di James Kynge non si limita a informare il lettore sui grandi cambiamenti che si nascondono dietro l’angolo ma, grazie alla sua profonda conoscenza delle cose e delle persone della Cina, compone il ritratto vivido e realistico di un paese desideroso di esercitare un ruolo di primo piano sulla scena mondiale.
Annarita Angelini e Pierre Caye (a cura di), Il pensiero simbolico nella prima età moderna, Olschki, d.n.p.
Umberto Eco, Dall’albero al labirinto. Saggi sulla storia della semiotica, Bompiani, pp. 464, €20,00