shymay

Marzo 31, 2008

cover amatoriali

Archiviato in: musica, net life — by shymay @ 11:32 pm

è un pezzo che non ne cercavo più. ho trovato altre cover interessanti di canzoni famose. buon divertimento :)

no one

livin’ on a prayer

neon

why georgia

apologize

lateralus (piano)

wrapped around your finger (piano)

bleeding love

under the bridge

Marzo 27, 2008

x factor

Archiviato in: film e tv, musica — by shymay @ 12:53 am

io lo seguo. mi piace: poche polemiche e fortunatamente solo tra giudici – detesto il pubblico col microfono in questo tipo di trasmissioni -, secondo me alcuni sanno cantare molto bene, peccato per le scelte dei brani talvolta poco fortunate.

io abolirei le eliminazioni e metterei una classifica una settimanale e una cumulativa. trovo una cosa stupida che si possano eliminare le persone alla prima puntata. se sono state selezionate perchè hanno del talento, il minimo che si può fare è dargli il tempo di svilupparlo nei tre mesi di durata del programma. farei le eliminazioni solo nell’ ultima puntata per scegliere il vincitore. non mi piace nemmeno che si facciano entrare delle persone nuove dopo che il programma è cominciato da un mese. ammetto le sostituzioni solo se una persona non fa progressi ed ha un livello nettamente inferiore agli altri.

Zucchero a quelli che il calcio commenta x factor. sono totalmente daccordo con lui.

fonte video zucchero chissenefrega.wordpress.com

Marzo 22, 2008

links for 2008-03-22

Archiviato in: delicious — by shymay @ 2:25 am

Marzo 21, 2008

giochi da tavolo … online

Archiviato in: net life, post nostalgia — by shymay @ 5:12 pm

per digerire il pranzo pasquale, buon divertimento!

buona pasqua

Archiviato in: real life — by shymay @ 12:52 pm

tanti auguri di Buona Pasqua a tutti!

come a Natale, ecco qualche filastrocca.

Suonate, campane vicine e lontane:
Gesù era morto e oggi è risorto.
Suonate, campane:
a tutti narrate che è giorno di festa,
che il cuor si ridesta.
Gesù era morto:
per noi è risorto.
Campane, suonate
Gesù salutate.

Nei miei sogni ho immaginato
un grande uovo colorato.
Per chi era? Per la gente
dall’Oriente all’Occidente:
pieno, pieno di sorprese
destinate ad ogni paese.
C’era dentro la saggezza
e poi tanta tenerezza,
l’altruismo, la bontà,
gioia in grande quantità.
Tanta pace, tanto amore
da riempire ogni cuore.

Dall’uovo di Pasqua – Gianni Rodari

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

libri nuovi o recenti/4

Archiviato in: libri tecnici — by shymay @ 12:18 pm

ieri ho ricevuto dall’ apogeo

sto aspettando Il design del futuro

Marzo 10, 2008

ristorante nostalgia

Archiviato in: libri — by shymay @ 3:34 pm

Immagine di Ristorante nostalgia aspettando che esca  Ragazza in un giardino a giugno (Guanda, pp. 280, € 15,50), ieri sera ho cominciato Ristorante Nostalgia. non posso non leggere i libri dei miei autori preferiti, di lei ne ho parecchi in arretrato visto che l’ ho scoperta da pochi anni. devo comprarne ancora qualcuno, spero che la guanda non li mandi fuori catalogo.

sono a pagina 55; è diverso dagli altri che ho letto, spero mi piacerà.

trama

Perla Tull è una donna dal destino avverso: madre di tre figli, abbandonata,dopo un breve matrimonio, da un marito inetto e superficiale, trascorre unavita di sacrifici e scelte dolorose per far crescere dignitosamente i trebambini. Ma ogni suo sforzo non potrà evitare che si creino le premesse peruna crisi profonda dei reciproci legami. Ezra, il secondogenito, per 25 anniinviterà nel proprio ristorante la madre e i fratelli inseguendo un nostalgicosogno di unità familiare. Ma non ci sarà mai una cena che non vedrà qualcunourlare, alzarsi e scappare stizzito, lasciando Ezra disarmato e solo nel suo”Ristorante nostalgia”.

incipit

Mentre stava per morire, a Perla Tull venne in mente uno strano pensiero, che le fece contrarre le labbra ed emettere un sospiro quasi come un fruscio: senti’ il figlio al suo capezzale piegarsi su di lei. ‘Trovati …’ gli disse. ‘Ti saresti dovuto trovare …’
Ti saresti dovuto trovare una madre di riserva, voleva dirgli, come noi abbiamo deciso di avere dei figli di riserva dopo che il primo e’ nato tanto malato. (liberilibri.com)

Marzo 6, 2008

il mio primo gruppo su anobii

Archiviato in: net life — by shymay @ 1:40 am

ho creato il mio primo gruppo su anobii

percorsi di lettura è anche su anobii

http://www.anobii.com/groups/013c062a1712ddd96e/

buon divertimento!

Marzo 4, 2008

Il design del futuro

Archiviato in: ergonomia, libri tecnici — by shymay @ 5:47 pm

Donald A. Norman, Il design del futuro, Apogeo, pp. 256, €15,00

Se pensate che il computer, il videoregistratore e il DVD siano inutilmente complicati, immaginate quali meraviglie vi attendono con le nuove automobili a comando vocale (ineluttabilmente firmate Microsoft!). In questa nuova opera del fondatore del design a misura d’uomo, l’ormai tradizionale panoramica sulle prossime follie che invaderanno il mercato è una manna per chiunque voglia guardare alla tecnologia con un po’ di disincanto: cucine che decidono come cucinare, frigoriferi che decidono cosa dobbiamo mangiare, navigatori che decidono dove dobbiamo andare. Ci aspetta un incredibile nuovo mondo in cui pensare sembra diventare, di colpo, un’inutile fatica. O no?

libri del mese

Archiviato in: i libri del mese, libri — by shymay @ 5:44 pm

titoli e descrizioni dei libri in uscita nei prossimi mesi (fonti: wuz, ibs, larivistadeilibri)

Andrea Vitali, La modista, Garzanti, pp. 390, €16,60

Intorno alla bella modista Anna Montani e al suo segreto ronzano altri mosconi oltre al maresciallo Accadi : per primo Romeo Gargassa, che ha fatto i soldi con il mercato nero durante la guerra e ora continua i suoi loschi traffici; e anche il giovane Eugenio Pochezza, erede della benestante signora Eutrice nonché corrispondente locale della «Provincia». Il nuovo romanzo di Andrea Vitali è centrato su una protagonista femminile vitale, ambiziosa e sensuale, un po’ furba e un po’ ingenua. Intorno al suo frequentatissimo atelier, tra cognac doppi e partite a scala quaranta, si muove e si agita tutto il paese: dal sindaco Balbiani con il segretario comunale Bianchi, giù giù fino al trio di giovinastri composto dal Fès, dal Ciliegia e dal Picchio, passando per l’appuntato Marinara, che deve rimediare alle distrazioni del superiore, e poi le misteriose titolari della farmacia Gerbera e Austera Petracchi, la cuoca di casa Pochezza e sua figlia Ersilia, lo spazzino Oreste e il messo Milico…
Nei suoi romanzi – divertenti, intelligenti, godibilissimi – Andrea Vitali ha reinventato magistralmente la commedia all’italiana: riesce così a restituire l’immagine più vera e profonda del nostro paese, in un’incessante girandola di caratteri e di sorprese.

Anam Tahmina, I giorni dell’amore e della guerra, Garzanti, pp. 330, €18,60

Pakistan orientale, Dhaka, delta del Gange, 1959. Rehana ha comprato due aquiloni, uno rosso e uno blu, nell’emporio pasticceria davanti al tribunale. È l’ultimo regalo ai suoi due figli, i piccoli Sohail e Maya, prima che se ne vadano per sempre. Andranno a vivere con lo zio a Lahore, la città con strade nuove ed edifici perfetti, a chilometri di distanza. Così ha deciso il giudice che, dopo la morte del marito, ha giudicato Rehana una cattiva madre, troppo povera e incapace di educare i suoi figli. Ma lei non ha perso la speranza e la voglia di combattere: è convinta che un giorno il vento soffierà così potente che glieli riporterà. Il vento alla fine arriva. È il 1971. A casa di Rehana c’è una festa: si celebra il decimo anniversario del ritorno dei suoi figli. Sono grandi, ormai: il paese è in guerra. Il Bangladesh ha dichiarato la propria indipendenza ed è stato invaso dall’esercito del Pakistan. Si sta organizzando la resistenza e gruppi di guerriglieri si formano in tutto il paese. E Rehana sta per perdere i suoi figli ancora una volta. Perché Sohail si è unito al movimento di liberazione nazionale, e Maya sta per seguirlo. E mentre il sangue scorre sull’asfalto e sulla terra affamata, Rehana combatterà ancora una volta per la loro salvezza.

Bryson Bill Il mondo è un teatro, Guanda, pp.250, euro 14,50, maggio 2008

 William Shakespeare, il celeberrimo bardo di lingua inglese, ha lasciato dietro di sé milioni di versi e di parole, ma poco o nulla si sa della sua vita e della sua personalità. La sua biografia è fatta di molte supposizioni, imbastite attorno a poche e frammentarie notizie certe. Per esempio non esiste un ritratto sicuramente attribuibile a lui, abbiamo solo pochissimi versi scritti di suo pugno, alcuni studiosi addirittura dubitano della sua esistenza! Bill Bryson attinge a questo guazzabuglio di notizie per rivelarci l’uomo che c’è dietro, ricostruendo non solo una biografia ma anche un’epoca l’età elisabettiana – di profonda temperie intellettuale, di grande libertà di pensiero e di notevole sviluppo economico. Andando a cercare le infinite curiosità che si annidano tra le pieghe di una vita, Bryson dipinge in queste pagine uno Shakespeare poeta di grande talento ed enorme inventiva, e creatore di molte espressioni in uso ancora oggi nella lingua inglese di tutti i giorni.

Cavazzoni Ermanno Il poema dei lunatici,  Guanda, pp.300, euro 16

È la storia di un uomo che si fa chiamare Savini; ma è anche la storia dei pozzi e dei messaggi che essi contengono. È la storia di Savini e del suo compare, “il prefetto”, dei loro dialoghi, del loro vagheggiare narrando di imprese famose, e quel che si narra è, come l’acqua dei pozzi, influenzato dalla luna. Perseguitati nottetempo da una banda di vecchi spioni, Savini e il prefetto fuggono per le campagne. Un’allucinazione fantastica che racconta un’epoca di illusioni e strani sogni dove si sentono le voci salire dai pozzi e si indaga su certe regioni segrete e popolatissime che galleggiano in aria. “Sono attratto da un racconto che pur provocando continuamente il riso per l’arbitrio che domina sovrano e toglie significato a ogni azione e pensiero, diventa a tratti straziante per il bisogno disperato di darglielo comunque un significato, perché la sua assenza stringe il cuore di paura, e rende la vita assurda. Un racconto picaresco in una dimensione, in un paesaggio, che sta fra Bosch, il mondo attuale dell’industria, Don Camillo, la pubblicità della Montedison, i ricordi dell’infanzia, in un percorso quotidiano continuamente minacciato da fantasmi interiori, in una incessante condizione di umiliato e ugualmente esaltato di emarginazione.” (Federico Fellini, 1989)

Cercas Javier La donna del ritratto, Guanda, 260 pp., 15 euro

 Quando, un pomeriggio di fine agosto, Tomàs incontra Claudia, un antico amore di gioventù, lui non sa ancora che la sua esistenza sta per prendere una svolta inaspettata. Questo semplice incontro casuale sembra infatti presentargli all’improvviso la donna della sua vita, ma rischia anche di farlo sprofondare in un incubo da commedia degli equivoci. Tutto viene messo in discussione: un matrimonio ormai esaurito, il precario posto di assistente di letteratura all’università, gli amici di sempre… Da un giorno all’altro nulla è più come prima. Trascinato dagli eventi che si susseguono a ritmo vertiginoso, Tomàs, il riflessivo professore, cercando quasi inconsapevole la sua stessa perdizione, insegue disperatamente un amore appena intuito, che si rivela come qualcosa di misterioso e inesorabilmente fatale.

Flann O’Brien Cronache dublinesi, Neri Pozza, pp. 240 euro 15,50

Dal 1940 alla sua morte nel 1966, Flann O’Brien, con lo pseudonimo di Myles na Gopaleen, tenne una rubrica quotidiana di cronache dublinesi sull’Irish Times. Con impudente ironia e sfrenato umorismo, O’Brien metteva in ridicolo le assurdità e le boriosità della vita dublinese, con un’arditezza che lo rese il più temuto, rispettato e apprezzato commentatore della storia del giornalismo irlandese. Nel corso degli anni la rubrica assunse forme e caratteristiche sempre diverse: dal diario pubblico al saggio, all’esercizio del gioco di parole, alla gag umoristica, all’intervento critico, alla tirata polemica, al monologo, alla spiegazione didattica, all’invenzione narrativa e alla creazione di personaggi che ancor oggi vengono ricordati al pari di quelli che animano i suoi romanzi. E tra tutti gli strambi personaggi usciti dalla sua penna, il più notevole è proprio Myles na Gopaleen, l’implacabile fustigatore di costumi di queste “Cronache dublinesi”, bizzarro miscuglio tra uno scienziato pazzo, un tuttologo e un fanfarone.

Cesare Pavese I capolavori, Einaudi, pp. 800, euro 17,80

Jack Kerouac La città e la metropoli, Newton Compton, pp. 464, euro 8

Stead Christina Il piccolo hotel, Adelphi, pp. 205, euro 18, maggio 2008

Carla Bazzanella, Linguistica e pragmatica del linguaggio, Laterza, pp. 276, €22,00

Parlare, scrivere, leggere, pensare. Sono attività per lo più istintive e inconsapevoli, che sottendono tuttavia fenomeni di elevata complessità. Il principale problema di chi si avvicina al linguaggio con l’intenzione di analizzarlo è proprio quello di liberarsi da questo eccesso di consuetudine e riuscire nell’impresa di osservare le cose familiari come fossero nuove. Gli interrogativi in cui ci si imbatte, nel corso di questa esperienza, sono numerosi. Il volume, dopo aver introdotto i principali problemi relativi allo studio della lingua, prende in esame l’uso della lingua nelle sue varie componenti, secondo un approccio che tiene conto del contesto, del ‘far cose con le parole’ e delle strategie dell’interazione verbale.

Bart Kosko, Rumore, Garzanti, pp. 300, €19,50

La prima storia del rumore dalle glaciazioni all’attuale inquinamento acustico, passando per i tavoli dei ristoranti, dove non si capisce mai quello che dice chi è seduto di fronte. Il rumore ci infastidisce e rende difficile la nostra vita sociale. Può provocare sordità e ipertensione. Rende le grandi città invivibili. È un segnale che non ci piace e che dunque disturba la ricezione dei segnali che ci interessano: in altri termini è il veleno dell’era dell’informazione. Ha un ruolo centrale nella crittografia (fondamentale per le transazioni su internet) e viene utilizzato dai calcolatori per sintetizzare la voce umana.

Leonardo Previ, Dieci parole indispensabili per capire il mondo, Apogeo, pp. 192, €13,00

Le parole guidano le nostre azioni e alcune parole ci guidano più di altre. Sono le parole-chiave della nostra vita: cultura, responsabilità, sapere, innovazione, equilibrio, comunicazione, apprendimento, lavoro, eventi, creatività. Abbiamo tutti una certa confidenza con questo genere di parole-chiave, ed è molto frequente che ci serviamo di esse per aprire le porte delle nostre relazioni. Ciascuna di queste parole conduce con sé una immensa complessità di rimandi e di significati, che può diventare impraticabile se non viene messa al servizio dei nostri intenti comunicativi. Per addomesticare tale complessità è necessario sagomare le parole sino a trasformare ciascuna di esse in una figura elementare e accessibile: la linea, il cerchio, gli assi ortogonali, la piramide, il circolo. Attraverso l’immediatezza delle immagini, le parole rendono praticabile la loro inesauribile ambiguità e ci consentono di guidare con maggiore efficacia le nostre azioni. Questo libro istituisce un metodo di “sagomatura delle parole” che aiuta a riscoprire il fascino del linguaggio e ad aumentarne l’efficacia.

Jordan Belfort, Il lupo di Wall Street, Rizzoli, pp. 530, €20,00

 Conosciuto nel mondo finanziario come il “Lupo di Wall Street”, Jordan Belfort è a capo di una delle più potenti “brokerage firm” nella storia di Wall Street. È un multimiliardario che di giorno accumula soldi, e di notte li sperpera nei vizi più costosi e stravaganti, dal sesso sfrenato con squillo di lusso ai tornei di “lancio del nano” fra colleghi, al consumo di droghe di ogni tipo. In questo memoir che ha il ritmo serrato di un thriller, Belfort descrive la vitalità e la follia di un mondo in cui l’ambizione e l’avidità sono l’unica regola

Victor Davis Hanson, Una guerra diversa da tutte le altre. Come Atene e Sparta hanno combattuto nel Peloponneso, Garzanti, pp. 480, €24,00

Ferocemente combattuta tra il 431 e il 404 a.C., grandiosa e tragica, la guerra del Peloponneso ha avuto un perdente d’eccezione: la splendida e superba Atene, superpotenza democratica e imperialista, la città di Pericle, Sofocle, Platone e Aristofane. Ha avuto anche un cronista straordinario: Tucidide, il primo grande storico, l’inventore della storia politica, Victor Davis Hanson, uno dei maggiori storici militari, ricostruisce quel conflitto, così come l’hanno vissuto i Greci, calandosi nell’esperienza dei combattenti, dei massacri come delle vittime: perché quegli anni sono segnati da atrocità e sofferenze inaudite, colpiti da epidemie (lo stesso Tucidide sopravvisse alla peste), con episodi di cannibalismo, arruolamento di bambini-soldato (che combattevano su pony) e un uso spregiudicato di tecniche terroristiche.

Andrea Giardina e André Vauchez, Il mito di Roma. Da Carlo Magno a Mussolini, Laterza, pp. 348, €16,00

Dal Medioevo a oggi, Roma ha offerto all’Europa un bagaglio di modelli e di riferimenti che hanno trasformato la sua storia in un mito dai significati spesso antitetici fra loro. Impero e repubblica, autorità e libertà, sono i due poli principali attraverso cui si snoda la vicenda di un mito che non ha vissuto soltanto negli scaffali degli studiosi e tra le rime dei poeti, ma ha circolato nelle vene pulsanti della storia vissuta. Andrea Giardina e André Vauchez raccontano la presenza del mito di Roma all’origine delle idee politiche che ancora animano l’attualità e che affondano le loro radici in un passato lontano, accompagnando come un contrappunto la riflessione sulle istituzioni civili dell’Europa moderna. La concezione universalistica dell’impero medievale e del papato, la difesa delle libertà cittadine e dei valori dell’autogoverno, l’immagine trionfante della Rivoluzione francese e la vocazione scenografica del fascismo sono le principali tributarie del mito di Roma, così come lo sono stati tutti quei movimenti che, dalla Riforma protestante ai nazionalismi ottocenteschi e al nazismo, si sono riconosciuti in un’identità “antiromana”. Fra riabilitazioni e cadute, fra entusiastiche adesioni e drastici rifiuti, il mito di Roma continua dunque a vivere di un destino alterno, nelle cui pieghe corre la strada maestra della nostra storia.

Guido Samarani, La Cina del Novecento, Einaudi, pp. 434, €23,00

Il Novecento cinese è stato molte cose: guerra e pace, lotta contro la miseria e l’arretratezza e per lo sviluppo e la modernizzazione, sforzo per recuperare l’identità perduta e per forgiarne una nuova, impegno per la rinascita della nazione e per un suo ruolo centrale in ambito regionale e internazionale. Tuttavia, il Novecento è stato innanzitutto il “secolo delle repubbliche”: la Repubblica di Cina nata nel 1912, quella dei “signori della guerra”, quella nazionalista, la repubblica dei soviet, la Repubblica nazionalista di Chongqing e quella comunista delle “basi” anti-giapponesi, e infine la Repubblica Popolare Cinese del 1949 e la Repubblica di Cina a Taiwan, la quale ultima è stata riconosciuta come tale da larga parte del mondo ma che nell’ultimo trentennio ha visto ridurre fortemente il proprio ruolo politico e diplomatico internazionale, pur conservando una consistente e dinamica presenza economica, commerciale e culturale negli affari internazionali.

Leopoldo Damerini, Chiara Poli La vita è un telefilm. La saggezza del nuovo millennio nelle 2020 migliori battute delle grandi serie televisive, Garzanti, pp.200, euro 14

William Burroughs, Masters of rock. Burroughs intervista: David Bowie, Patti Smith, Devo, Blondie, Robert Palmer, Coniglio, pp. 160, €12,50

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