ho ricevuto un commento ad un post in cui dicevo che la perfezione delle modelle che si vedono nelle riviste è dovuta ad un sapiente uso di photoshop. a sostegno della mia affermazione mostro diversi video di you tube in cui si vede come si può manipolare una foto.
ieri chiara commenta il post dicendo:
Nelle riviste le vedono perfette in ogni dettaglio…. ed è così che il loro sguarda diventa critico e disgustato di fronte ad ogni imperfezione presente nell’immagine ke si trovano di fronte ogni qual volta lanciano uno sguardo allo specchio…
Ogni donna dovrebbe sapere che dietro ad un’immagine tanto perfetta, quella perfezione che pagina dopo pagina le fa sentire sempre più inadeguate, nient’altro è che il frutto di un duro lavoro…
io sono in totale disaccordo con quello che dice chiara; siccome l’ argomento è importante e rilevante vorrei che la risposta non si perdesse nei commenti di un vecchio post, ma fosse bene in evidenza.
tu dici che quella forma fisica è frutto di duro lavoro, come se fosse una cosa lodevole, che merita rispetto. non è cosi perchè per raggiungere quei risultati si è costrette a mangiare porzioni insufficienti di cibo, resistere alla fame e ai giramenti di testa – quando non agli svenimenti* – dicendosi che è ovvio stare così quando si è in dieta, sfinirsi in palestra per ore e ore: questo non si chiama lavoro, si chiama disturbo alimentare.
una donna normale che ha una vita e ha bisogno di energia per affrontarla non può (e non deve) comportarsi così.
io giustifico la rabbia di molte che sfogliano le riviste, rabbia rivolta a dei modelli imposti non nei giornali ma nei negozi di abbigliamento. tutte hanno diritto a sentirsi belle e a non dover essere costrette a girare tutti i negozi della città per trovare dei vestiti che non siano mortificanti per nascondere anche quei pochi chili in più. chi ha il bacino largo perchè ha una struttura ossea non esile, chi ha un fisico con le curve ( se hai una quarta di reggiseno, difficilmente avrai una 40 di panaloni), chi lavora otto o dieci ore al giorno in ufficio e a pranzo ha giusto il tempo di mangiare – e non di usare la pausa pranzo andare in palestra – (ne vedo tante così la mattina presto in treno che si fanno cinquanta chilometri per raggiungere il posto di lavoro), chi deve sbrigare da sola le faccende domestiche per se stessa o per la propria famiglia, chi aumenta di peso dopo una gravidanza ha il sacrosanto diritto di non farsi mortificare dalle industrie di abbigliamento. io mi chiedo dove sta la professionalità di queste aziende nel produrre vestiti fino alla taglia 46.
* e questo per citare solo gli effetti immediati. vogliamo parlare dell’ amenorrea, dei disturbi ad intestino, cuore, sistema muscolare e scheletrico, solo per citarne alcuni?



